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lunedì 28 dicembre 2020

Piccole donne

 

Titolo originale: Little women
Regia: Greta Gerwig
Anno di uscita: 2019

Stasera mi sono concessa questa visione, che mi incuriosiva molto.
Non sto a farvi la sintesi della trama, la storia è arcinota. Guarda caso, la sera di Natale mi sono pure vista la versione del 1949 (con June Allison nel ruolo di Jo) che, a mio parere, rimane unico ed inimitabile.
Questo film del 2019 vede Saoirse Ronan nel ruolo di Jo, Emma Watson nel ruolo di Meg, Timothée Chalamet come Laurie. L'ambientazione è sempre quella della guerra di secessione, ma decisamente modernizzata sia come abbigliamento sia come vitalità dei personaggi. Rispetto alla storia già nota, salta un po' di palo in frasca, modificando alcune cose, e con continui passaggi tra le sorelle da piccole (1861) e le sorelle da più grandi (1868). Jo fa l'insegnante a New York, dove conosce il professor Bhaer, che nell'altro film era tedesco mentre qui è francese (peraltro interpretato da Louis Garrell che avevo visto in "the dreamers"). Meg è sposata con Brooke e i bambini hanno già alcuni anni. Laurie è una specie di scapestrato e decadente giovanotto che ad un certo punto si invaghisce di Amy che però non ha dimenticato quanto lui amasse Jo e non vuole essere un ripiego.
Alla fine la storia è quella, con la differenza nel finale che è Jo stessa che dà il libro "piccole donne" all'editore, contrattando i suoi compensi, mentre nell'altro film è Bhaer che lo fa pubblicare. Ma cambia poco, anzi, probabilmente rende il personaggio più moderno.
Il film non mi è dispiaciuto. Credo però che salti alcuni passaggi che se non conosci la storia rischi di non capire. Mi è piaciuta invece la modernità dei personaggi, in particolare quello di Jo. Interessante. 

domenica 27 dicembre 2020

Un Natale da Cenerentola


Titolo originale: A Cinderella Christmas
Regia: Tosca Musk
Anno di uscita: 2016

Angie lavora nell'azienda di organizzazione di eventi dello zio. Teoricamente insieme alla cugina Candace, ma in realtà questa si fa sempre di nebbia. Angie vorrebbe rilevare l'attività ma quando lo zio decide di andare in pensione, lascia l'azienda ad entrambe in comproprietà. Angie è molto delusa. Tuttavia sta organizzando un ballo in maschera per il ricco Nicholas Carmichael, per il quale ha studiato una cosa molto carina: ogni invitato deve portare una calza (tipo quella della befana per intenderci) nella quale deve mettere dentro 5 oggetti che per lui/lei hanno un significato. Candace riesce ad ottenere un invito per il ballo, ma non riuscirà a partecipare perchè l'estetista le ha arrossato tutta la faccia e lei non può uscire di casa. All'insaputa della cugina, parteciperà Angie alla festa, passando una bellissima serata in compagnia proprio di Nicholas che ha preso la sua calza, ma dovrà scappare via allo scoccare della mezzanotte per unirsi al resto del personale addetto alle pulizie. Nicholas, innamorato di questa misteriosa ragazza, comincia ad investigare mettendo anche annunci in televisione e dicendo che vuole sposare questa donna.
Candace capisce che la donna misteriosa è Angie e le fa una proposta: se Angie riuscirà a convincere Nicholas che la donna misteriosa è Candace, quest'ultima cederà tutta l'attività ad Angie. Angie si trova, quindi, combattuta tra l'amore o il lavoro che ha sempre desiderato. La cosa non è comunque così semplice, perchè Nicholas, una volta che si trova ad aver a che fare con Candace, non sente nessun feeling con lei, le sembra completamente diversa dalla donna della festa, mentre si sente molto attratto da Angie. Beh, posso anche dirvi che ovviamente tutti vissero felici e contenti, altrimenti non sarebbe una commedia romantica!

Si vede che ieri ero in modalità film romantico. Devo dire che è piuttosto carino. Ovviamente, mi chiedo come abbia fatto Nicholas a non riconoscere le labbra (inguardabili... da chirurgia plastica immagino..) di Angie, ma va beh è un film, deve faticare un pochino a trovare la sua principessa.
Qui non abbiamo due sorellastre, abbiamo la cugina cattiva. Non c'è la matrigna ma uno zio che vuole bene ad entrambe. La fata turchina ha le sembianze di una sarta che guarda caso ha cucito il vestito perfetto per Angie anche se Angie l'aveva ordinato per Candace. E al posto dei topini abbiamo le due dipendenti di Angie che accendono il microfono di Candace proprio quando lei discute con Angie rivelando il suo intrigo a tutti i presenti al matrimonio (ancora da celebrare).
E' piacevole, l'ho guardato volentieri. 

venerdì 25 dicembre 2020

Last Christmas

Chi mi conosce sa che non amo particolarmente il periodo del Natale. Anzi, potrei dire che proprio non lo sopporto. Natale per me è sempre stato il periodo in cui esplode prepotentemente il senso della mancanza. Di ciò che mi manca, di ciò che avrei voluto essere e non sono. Quest'anno poi, oltre alla mancanza, c'è anche l'assenza delle persone che avrei voluto vedere. Un periodo pesante. Speriamo passi presto.

Nel pomeriggio ho trovato un film che si intitola "Last Christmas" con Emilia Clarke. Una commedia romantica ci stava con l'umore che avevo.


"Last Christmas, il film diretto da Paul Feig, ambientato a Londra durante le feste di Natale, racconta la storia di una giovane donna, Kate (Emilia Clarke), particolarmente goffa, irrimediabilmente sfortunata e con un'esistenza condotta all'insegna di scelte sbagliate e di piccoli vizi, come l'alcol. Il suo vero nome è, in verità, Katarina, ha origini jugoslave e si è trasferita con tutta la sua famiglia in Inghilterra. Ha un sogno nel cassetto sin da quando era bambina: diventare una cantante famosa, ma le avversità della vita non le hanno ancora permesso di far emergere il suo talento. 
Kate lavora come elfo in un negozio di decorazioni natalizie, gestito da una donna nota come "Santa" (Michelle Yeoh), proprio come Santa Claus, che vede del gran potenziale in lei. È proprio fuori dal posto di lavoro che Kate incontra un giorno Tom (Henry Golding), aitante giovane troppo perfetto per essere vero. Il giovane è in grado di vedere attraverso le numerose barriere di Kate e di tirare fuori la parte migliore di lei. Dal quel momento la vita di Kate prende una svolta improvvisa e la ragazza riesce ad aprirsi così tanto con Tom da raccontargli addirittura cosa le è successo l'anno prima, quando ha rischiato di perdere la vita... (comingsoon.it)"

Premetto che non avevo letto molto della trama prima, l'ho guardato e basta. Pensavo che fosse una commedia romantica, e fino ad un certo punto lo è, ma poi cambia. Ad un certo punto però avevo capito cosa era successo...
Emilia è molto carina in questo ruolo. Kate e Tom sarebbero una bella coppia. In ogni caso il loro incontro è proprio quel miracolo che le serve per diventare una persona migliore. Il film è intriso di buoni sentimenti ovviamente. Molto carino. Mi è anche caduta qualche lacrima...

"Prenditi cura del mio cuore. Era destinato a te in un modo o nell'altro"

In italiano, il personaggio di "Santa" si chiama Natàlia. Emma Thompson è fantastica anche come donna slava nonchè madre rompiscatole.

lunedì 18 febbraio 2019

Tonya


Titolo originale: I, Tonya
Regia: Craig Gillespie
Anno di uscita: 2018

La vita della pattinatrice su ghiaccio Tonya Harding, interpretata da Margot Robbie, protagonista nel 1994 di uno dei più grossi scandali sportivi degli Stati Uniti d'America.

Nata a Portland (Oregon), a soli tre anni Tonya Harding viene instradata da sua madre LaVona a una carriera nel pattinaggio artistico: LaVona è una donna truce e violenta, che non le dimostra il minimo affetto né apprezzamento per il suo notevole talento. Nel corso di un'infanzia e un'adolescenza difficili, Tonya diventa un'eccellente pattinatrice, ma - essendo priva di grazia e gareggiando con discutibili costumi fatti in casa - non riesce a sfondare. A 15 anni conosce Jeff Gillooly e pochi anni dopo lo sposa per poter scappare dai frequenti e atroci abusi di LaVona. Tuttavia anche il matrimonio si rivelerà molto turbolento, e Jeff inizierà presto a picchiarla. Dopo l'ennesimo cattivo piazzamento in una gara, Tonya licenzia la sua storica coach Diane Rowlinson e assume al suo posto Dody Teachman.
Durante i campionati mondiali di pattinaggio di figura del 1991 esegue correttamente un triplo axel, divenendo la prima donna statunitense e la seconda in assoluto a riuscirci; tuttavia nelle successive gare, anche a causa della tensione causata dalle violenze di Jeff, sbaglia tutti gli atterraggi e alle Olimpiadi invernali del 1992 si qualifica solo al quarto posto, subito dietro a Nancy Kerrigan, sua principale rivale. Il matrimonio naufraga e Tonya, sconfitta e disillusa, lascia il pattinaggio e torna a Portland, dove lavora come cameriera. Diane la rintraccia e le propone di allenarla nuovamente per le Olimpiadi invernali del 1994. Intanto Tonya cerca di recuperare il rapporto con LaVona, ma questa rifiuta, rinfacciandole di essere stata lei, con i suoi abusi, a renderla una campionessa, e di non aver mai ricevuto gratitudine per questo.
Tempo dopo Tonya e Jeff tornano insieme. Durante un allenamento, Tonya riceve una lettera minatoria: vedendo come la ragazza ne rimane sconvolta, Jeff inizia a pensare di spaventare nello stesso modo Nancy Kerrigan, e si rivolge perciò al suo amico Shawn Eckhardt. Questi, alla ricerca di prestigio e notorietà, invece di attenersi al piano originario ingaggia due maldestri sicari perché aggrediscano la Kerrigan e le spezzino un ginocchio. L'aggressione avviene, ma i due inetti si fanno ben presto catturare; l'FBI arriva altrettanto presto a Shawn, che si era vantato di essere l'artefice del misfatto. Questi indica Jeff come mandante dell'aggressione. Mentre intorno a lei esplode lo scandalo, Tonya si qualifica nella squadra olimpica statunitense; realizzando che in breve la polizia la riterrà complice del marito, la ragazza si reca dall'FBI e lo accusa a sua volta di essere il responsabile per l'attacco alla Kerrigan; Jeff, una volta letta la deposizione di Tonya, la accusa a sua volta di aver sempre saputo dell'aggressione e di non aver fatto nulla per impedirla. Dopo un drammatico confronto, i due si lasciano per sempre.
Tonya diventa il bersaglio di un vero e proprio circo mediatico e i mass media la seguono a casa e durante gli allenamenti; LaVona si reca a casa sua e le offre conforto, dicendole per la prima volta quanto sia orgogliosa di lei; tuttavia, mentre la abbraccia, Tonya scopre un registratore nella sua tasca: la donna era stata mandata lì dai poliziotti per estorcerle una confessione. Jeff, Shawn e i due sicari vengono condannati al carcere, mentre il processo per Tonya viene rimandato a dopo le Olimpiadi. Durante la gara olimpica Tonya è emotivamente sconvolta e sbaglia tutte le figure, nonostante la giuria le conceda più tempo per sistemare un laccio dei pattini rotto. Si classifica ottava, mentre la Kerrigan ottiene il secondo posto. 
Si celebra il processo e Tonya, pur non incarcerata, viene condannata a una pena molto severa che prevede anche la squalifica a vita dal pattinaggio. Tonya implora il giudice di rivedere la sentenza, poiché proibirle di pattinare equivale a una condanna all'ergastolo, ma non ottiene alcuno sconto di pena.
Tonya non rivedrà mai più Jeff e LaVona; una volta libero, l'ex-marito cambierà nome e si rifarà una vita con una nuova famiglia, ma nell'intervista ammette di aver mandato in rovina la carriera di Tonya. Quest'ultima, suo malgrado famosa nella maniera sbagliata, tenterà una carriera nella boxe. (da wikipedia)

Film molto triste, visto stasera su sky. Non conoscevo la storia o, forse, non me la ricordavo perchè invece il nome di Tonya mi diceva qualcosa.
La storia è narrata unendo tanti segmenti di interviste ai protagonisti a  ricostruzioni dei fatti. E' uno stile molto interessante e molto funzionale alla vicenda.
Quello che mi rimane di questo film, è la grande solitudine di questa donna. Costretta fin da piccola a sentirsi dire di non valere nulla, di doversi impegnare di più, di essere una che fa sprecare i soldi alla madre. Una madre che non ha mai mostrato alcun affetto. Un marito che sembrava un uomo perbene e invece con niente diventava violento, per poi chiederle scusa e, dopo essere tornati insieme, tornare a picchiarla. Una donna che arriva a credere di meritare quelle botte. Una donna costretta a non essere amata dalle giurie, non perchè non sia tecnicamente brava, ma perchè non rappresenta il modello che l'America vuole esibire (una brava ragazza con una amorosa famiglia, tutto ciò che non ha mai avuto). Una donna che ha pagato un prezzo molto più caro dei veri aguzzini, non ha mai avuto una seconda possibilità.
Bello, mi è piaciuto molto. Anche se mi ha lasciato una tristezza enorme per lei.

mercoledì 19 aprile 2017

Il profumo del mosto selvatico



Regia: Alfonso Arau
Anno di uscita: 1995

Tornato dalla guerra, Paul Sutton, dopo aver riabbracciato la moglie Betty, che per la verità non sembra aver trepidato per lui, visto che non ha letto una sola delle molte lettere inviatele, riprende l'attività di rappresentante di cioccolatini. Una serie di contrattempi fa sì che si ritrovi a "fare" da marito ad una giovane di origine messicana, Victoria Aragon, figlia di un ricco viticoltore delle valle di Napa, che possiede il vigneto modello "Le Nuvole". La giovane, che frequenta l'università in città, aspetta un figlio illegittimo dal suo professore e teme che il padre, Alberto, la uccida. Accettato il ruolo solo per breve tempo essendo deciso il giorno dopo ad andarsene con una lettera d'addio, Paul incontra subito l'aperta ostilità di Alberto, geloso della figlia e irritato per non essere stato avvertito, ma la simpatia della madre Marie José e soprattutto del nonno, Don Pedro, ritardano la sua partenza. Il rito della vendemmia poi, con il clima bacchico e solare della pigiatura dell'uva, fa perdere quasi la testa a Paul, che decide di rispettare Victoria, pur essendone attratto e ricambiato. Orfano, Paul trova nella famiglia della giovane un rifugio dagli orrori della guerra che ancora lo traumatizzano. Il fatto che i due non dormano insieme insospettisce Alberto che, colpito dalle manifestazioni d'affetto del finto genero per la figlia, decide di farli sposare con rito religioso. A questo punto Victoria è costretta a dire la verità al padre, mentre Paul a malincuore si allontana per tornare dalla moglie che, nel frattempo, ha provveduto ad annullare il matrimonio. Libero, il giovane fa ritorno al vigneto, ma trova Alberto ubriaco che si scaglia contro di lui e roteando una lampada a petrolio per colpirlo la lancia nel vigneto incendiandolo. Vani sono i tentativi per domare le fiamme; poi Paul estirpa la radice, che ha resistito al fuoco, della pianta madre del vigneto, che rivivrà. Alberto fa pace con la figlia e Paul può sposarla accettando di essere un buon padre per il nascituro. (www.comingsoon.it)

Film che rivedo sempre volentieri, anche se ormai ha più di vent'anni. Non sapevo che fosse il remake di un film del 1942 intitolato "Quattro passi sulle nuvole" (da cui NON ho preso spunto per il mio blog dei libri perchè manco lo conosco...).
Beh, il film è sicuramente pieno di momenti zuccherosi quanto l'uva che viene vendemmiata. Ma è anche pieno di momenti quasi "magici", come i battiti di ali per combattere la gelata, o la vendemmia. Mi piace la storia d'amore tra Paul e Victoria. Mi piace da morire il nonno, Don Pedro (Anthony Quinn), che la sa lunga... 
"I vestiti sono come la famiglia: bisogna viverci dentro un po' prima di sentircisi bene" (Don Pedro) 
"Dove noi (uomini, ndr) pensiamo, loro (le donne, ndr) sentono!" (Don Pedro)


venerdì 14 aprile 2017

Heidi


Regia: Alain Gsponer
Anno di uscita: 2015

Heidi, una bambina rimasta orfana, trascorre i giorni più felici della sua infanzia con il nonno Almöhi, un tipo eccentrico che vive isolato da tutti in una baita sulle montagne svizzere. Insieme al suo amico Peter, Heidi si occupa delle capre di Almöhi, godendosi la libertà tra le montagne. Ma questa epoca spensierata si interrompe bruscamente quando Heidi viene condotta a Francoforte da sua zia Dete. L'idea è di farla vivere con la famiglia del ricco signor Sesemann e di farla diventare una compagna di giochi per Klara, la figlia di Sesemann, costretta su una sedia a rotelle. Allo stesso tempo Heidi potrà imparare a leggere e a scrivere sotto la supervisione di una severa governante, la signorina Rottenmeier. Nonostante le due ragazzine diventino subito amiche, e la nonna di Klara faccia sbocciare in Heidi una passione per i libri, la nostalgia per le montagne e per Almöhi diventa ogni giorno più forte... (http://filmup.leonardo.it)

Film in cui sono incappata per caso stasera su sky. Si rifà direttamente al romanzo di Joahanna Spyri, che è un po' differente dal cartone animato (per esempio, manca totalmente il cane Nebbia).
Beh, io, anni e anni fa, avevo seguito il cartone, era uno dei miei appuntamenti pomeridiani. Il film è molto concentrato ovviamente. La signorina Rottenmeier mi faceva una gran paura, qui è, sì, severa, ma non arcigna come era quella.
Il film comunque è molto tenero, sicuramente per un pubblico di bambini. 

martedì 28 febbraio 2017

A spasso con Bob


Regia: Roger Spottiswoode
Anno di uscita: 2016

Oggi pomeriggio, per la seconda volta nella mia vita, sono andata al cinema da sola. Questo film ci tenevo molto a vederlo e non me lo sono lasciata scappare.

James è un senzatetto che sta cercando di disintossicarsi dalla droga; suona la chitarra e canta per strada per raccattare qualche spicciolo per mangiare (non riuscendoci sempre).
Grazie al'intervento della sua sponsor, Val, riesce ad ottenere un tetto sulla testa, pur continuando comunque a vivere di espedienti. Finchè un giorno, mentre è nella vasca da bagno, sente dei rumori in cucina e, anzichè un ladro, trova un gatto rosso che sta mangiando i suoi cereali. James prova a cercare se qualcuno ha perso un gatto ma pare non sia di nessuno. Un giorno, Bob torna da James ferito. Da quel giorno James comincerà ad occuparsi di lui, e Bob ricambierà occupandosi dell'umano. Infatti, una mattina lo segue sull'autobus e si accuccia sulla spalla di James mentre canta per strada. Sarà un successone, al punto che finalmente James si troverà in tasca qualche soldo. Ma le cose non andranno sempre bene. Non vi racconto tutto il film perchè merita di essere visto.
I temi che tratta sono tanti e intensi. La dipendenza dall'eroina, da cui James prova in tutti i modi ad uscire. Il film non fa sconti sul fatto che uscire dalla tossicodipendenza è un percorso lungo e difficile; le scene in cui James è in crisi di astinenza sono piuttosto intense. Il film ci dice anche che la dipendenza dalle droghe spesso ha una componente psicologica, che deriva da una mancanza di affetto. I genitori, dopo essersi separati in pratica se ne sono fregati di lui. La prima vera relazione affettuosa è proprio con Bob, che gli rimane testardamente accanto facendo le fusa.

Secondo me è un film bellissimo, che merita.
Ovviamente, io ho pianto negli ultimi 15/20 minuti finali (tranquilli, Bob non muore).
Questo film è tratto da un libro, che sicuramente leggerò.
Una curiosità: il gatto rosso è il vero Bob del libro, che recita nel ruolo di sè stesso (è un amore!!)

martedì 30 agosto 2016

Inside Out



Regia: Pete Docter - Disney Pixar 
Anno di uscita: 2015 

Riley è una bambina di undici anni del Minnesota, nella cui mente vivono cinque emozioni: Gioia, Disgusto, Paura, Rabbia, e Tristezza. Le cinque emozioni dirigono la mente di Riley all'interno di un Quartier Generale, agendo su una consolle piena di pulsanti. Ogni volta che un'emozione agisce, nasce un ricordo, dall'aspetto di una piccola sfera dal colore dell'emozione che lo ha causato. La maggior parte dei ricordi viene spedito poi nella Memoria a Lungo Termine, mentre quelli più importanti, detti Ricordi Base, rimangono nel Quartier Generale, dove agiscono sulla mente della bambina definendone la personalità. I cinque Ricordi Base di Riley sono tutti felici (dorati) e alimentano cinque Isole della Personalità: la Famiglia, l'Onestà, la Stupidera (ossia la propensione per le buffonate), l'Hockey e l'Amicizia. 
Un giorno, la famiglia di Riley è costretta a trasferirsi dal Minnesota a San Francisco a causa del lavoro del padre, e Riley non può fare a meno di essere delusa nel vedere la nuova casa, anche se Gioia tenta comunque di mantenere alto l'umore della ragazza. In ciò è ostacolata da Tristezza, che inizia a sentire l'impulso di toccare e rendere tristi (blu) i ricordi risalenti al Minnesota, ogni volta che questi vengono proiettati nella mente della ragazza. Il primo giorno di scuola, Riley viene invitata a presentarsi alla classe e quando l'insegnante le chiede del Minnesota, Tristezza tocca i ricordi gioiosi della ragazza facendola cedere alla nostalgia per i tempi felici trascorsi nel Minnesota. Ciò porta alla nascita di un nuovo Ricordo Base, il primo Ricordo Base triste. Inorridita, Gioia cerca di impedire che il nuovo ricordo prenda posizione insieme agli altri, mentre Tristezza cerca di fermarla, ma finiranno entrambe catapultate fuori dal Quartier Generale, insieme a tutti i Ricordi Base. Senza più Ricordi Base nella postazione, le Isole delle Personalità si spengono, diventando grigie. Riley rimane vittima della Rabbia, del Disgusto e della Paura che inutilmente cercano di mantenere felice la bambina provando a impersonare Gioia, rendendo invece Riley irritabile e indisponente, mentre una ad una le Isole della Personalità iniziano a crollare nel Baratro della Memoria. Nel frattempo, Gioia e Tristezza sono catapultate nella Memoria a Lungo Termine, un archivio di scaffali colmi di ricordi, cercando una strada per il ritorno. Fra gli scaffali incontrano Bing Bong, l'amico immaginario di Riley quando era bambina, con cui tentano di raggiungere il Treno dei Pensieri per arrivare al Quartier Generale. Gioia cerca di raggiungere il Quartier Generale da sola, impedendo a Tristezza di seguirla, ma, in seguito al crollo di una delle Isole della Personalità, si ritroverà nel Baratro della Memoria insieme a Bing Bong. In preda allo sconforto, Gioia inizia a osservare nostalgicamente i vecchi ricordi di Riley, fino a trovarne uno che lei aveva sempre ritenuto felice, ma che in realtà inizia come triste, per poi diventare gioioso solo nel momento in cui la famiglia e gli amici iniziano a confortare la ragazza. Gioia comprende così l'importanza di Tristezza: segnalare il bisogno di Riley di ricevere aiuto dalle persone che le vogliono bene. A bordo del carretto a razzo di Bing Bong, Gioia riesce a fuggire dal Baratro della Memoria, ma Bing Bong, essendo troppo pesante, decide di rimanere nel Baratro, venendo definitivamente dimenticato dalla ragazza. Intanto, nel Quartier Generale, Rabbia, in un tentativo di mettere fine all'infelicità di Riley, insinua nella sua mente l'Idea (rappresentata da una lampadina) di fuggire di casa in direzione del Minnesota. Ciò porta al crollo dell'ultima Isola della Personalità, la Famiglia, e la consolle si spegne, rendendo Riley del tutto apatica. Disperati, Rabbia, Disgusto e Paura cercano inutilmente di rimuovere l'Idea dalla consolle, ma sarà il ritorno di Gioia e Tristezza a salvarli. Gioia, finalmente, lascia a Tristezza i comandi, e questa riesce a rimuovere l'Idea dalla mente di Riley, che scende dall'autobus e torna a casa. Una volta di fronte ai genitori, Tristezza rende blu tutti i Ricordi Base di Riley e induce la ragazza a piangere di fronte ai genitori, esprimendo tutte le ansie e le preoccupazioni che l'hanno afflitta dall'arrivo a San Francisco. I genitori così confortano Riley e Gioia può finalmente agire, permettendo la nascita di un nuovo Ricordo Base, in parte dorato e in parte blu, che permette di costruire una nuova Isola della Famiglia. Un anno più tardi, Riley si è adattata alla nuova casa, e tutte le emozioni lavorano assieme con un pannello di controllo esteso e nuove Isole della Personalità prodotte da nuovi Ricordi Base composti da emozioni miste.

La descrizione è molto lunga, ammetto di averla presa da wikipedia, con qualche piccola modifica.
Se dovessi descriverlo in poche parole, mi verrebbe da dire "non c'è gioia senza tristezza". Perchè per rendere completa una persona servono tutte le emozioni che sa esprimere.
Se non lo avete visto, trovate il modo di farlo. Per i bambini è un cartone molto ben fatto, che però lascia aperti dei bei momenti di riflessione anche per gli adulti. 
Sinceramente, ho trovato Gioia di una petulanza quasi fastidiosa, e in alcuni momenti Tristezza mi è sembrata più stanca che triste. Ma va beh, nell'insieme della storia è un dettaglio, probabilmente dovuto al fatto di dover esasperare ogni singola emozione.
Il personaggio di Bing Bong è divertentissimo. Un po' gatto, un po' elefante e un po' delfino. Triste la scena in cui si rassegna ad essere dimenticato per sempre.
Molto divertente il finale, quando passano i titoli di coda, in cui fanno vedere che ogni persona e animale ha queste cinque emozioni (il cane e il gatto sono meravigliosi ahahah).

venerdì 5 agosto 2016

Il libro della giungla



Basato sui racconti senza tempo di Rudyard Kipling e ispirato al classico d'animazione Disney, Il Libro della Giungla è un'epica avventura live action, che vede protagonista Mowgli, un cucciolo d'uomo cresciuto da una famiglia di lupi. Mowgli è costretto a lasciare la giungla quando la temibile tigre Shere Khan, segnata dalle cicatrici dell'uomo, giura di eliminarlo per evitare che diventi una minaccia. Costretto ad abbandonare la sua unica casa, Mowgli s'imbarca in un avvincente viaggio alla scoperta di se stesso, guidato dal suo severo mentore, la pantera Bagheera e dallo spensierato orso Baloo. Lungo il cammino, Mowgli s'imbatte in creature selvatiche non proprio amichevoli, tra cui il pitone Kaa, che ipnotizza il cucciolo d'uomo con il suo sguardo e la sua voce seducente, e King Louie, il sovrano adulatore che tenta di costringere Mowgli a rivelargli il segreto del mortale e sfuggente fiore rosso: il fuoco. (http://www.comingsoon.it)

Regia: Jon Favreau
Anno di uscita: 2016

Ieri sera, al cinema all'aperto del mio paese, hanno dato questo film. Premetto che ho visto il cartone ovviamente, secoli fa; non ho ancora letto il libro, è nell'elenco di quei classici che devo recuperare, ma la storia più o meno la conoscevo, anche perchè sul libro della giungla è basata l'ambientazione della vita dei Lupetti (Scout).
Il film è delizioso. In alcuni tratti ho proprio dovuto trattenere le lacrime. 
Il bambino che interpreta Mowgli (Neel Sethiè veramente azzeccato. Gli animali sono realizzati con una maestria incredibile, sembrano davvero VERI. L'orso Baloo, poi, fa ridere un sacco!
Secondo me non è un film da bambini troppo piccoli, ma merita di essere visto anche dagli adulti. Se lo avete perso, recuperatelo!

lunedì 6 giugno 2016

Il mio grosso grasso matrimonio greco 2


Qualche sera fa, sferruzzando, mi sono guardata questo film. Ero molto curiosa, perchè ho amato il primo film, mi ha fatto ridere come una pazza.
In genere, certi capolavori è difficile bissarli, e infatti sono rimasta delusa.
La prima parte è una specie di "dove eravamo rimasti", quindi non aggiunge niente di nuovo, a parte il fatto che ora la figlia di Ian e Toula ha 17 anni e ovviamente non sopporta la sua chiassosa e sempre presente famiglia.
Poi la storia un po' ingrana, con la trovata che il matrimonio dei genitori di Toula non è valido perchè 50 anni prima il prete si è dimenticato di firmarlo. Va beh, è un film. E allora tutti si scatenano a preparare questo matrimonio, perchè anche la wedding planner ha deciso di tirarsi indietro da una famiglia così caotica. E c'è qualche battuta carina della madre di Toula, qualche altra della zia. La nonna è incredibilmente ancora al mondo (in effetti, quanti anni avrà ormai??). Toula è diventata una madre apprensiva, Ian è diventato preside della scuola della figlia.
Tra le cose strane che ho notato, l'amico di Ian (che ha sposato una del parentame di Toula) è diventato un poliziotto (non era un insegnante anche lui??); e poi come mai al matrimonio di Toula tutti le sputavano addosso per portare fortuna e a quello della madre non lo fanno? Suppongo che le tradizioni valgano per tutti i matrimoni.
Bella, molto bella la scena del "rinnovo" del matrimonio tra Toula e Ian.
Nel complesso va beh il film è carino, qualche risata si fa (poche per la verità). Decisamente sotto alle aspettative ma non terribile. Però direi che sono contenta di averlo visto in tv e non al cinema...

venerdì 6 maggio 2016

La maga delle spezie


Tilo è una bambina indiana nata con la capacità di prevedere gli eventi del futuro e ciò è causa dell'assassinio dei suoi genitori per mano di un gruppo di banditi che ha intenzione di sfruttare le sue doti per mettere a segno rapine e altri crimini. Riuscita a scampare alla morte, Tilo trova rifugio presso la casa di una specie di santona che la erudisce sul potere delle spezie e sulle loro capacità magiche di modificare il corso della vita. Una volta cresciuta, poi, Tilo viene inviata a gestire un negozio di spezie a San Francisco con il compito di aiutare le persone in difficoltà attenendosi a tre importanti regole da rispettare. Quando però rompe la prima regola usando le spezie per far sì che il giovane architetto Doug si interessi a lei, Tilo si ritrova ad affrontare le conseguenze del suo errore, che si ripercuote inevitabilmente anche sulle persone che ha contribuito ad aiutare. (http://www.filmtv.it/)

Film del 2005 trovato facendo zapping. E visto che parlava di spezie (che adoro) mi sono fermata. 
Protagonista una delle donne più belle del pianeta, la star bollywoodiana, Aishwarya Rai. Tra l'altro, nel cast compaiono anche almeno un paio di attori già visti (il padre di "Sognando Beckham" e il pretendente rompiballe di "matrimoni e pregiudizi"). Non male nemmeno il protagonista maschile (Dylan McDermott).
Film carino, romantico, a lieto fine. Di quelli che fanno un po' sognare, perchè sarebbe bello che con una spezia e un po' di magia, tutto si mettesse a posto.


lunedì 11 gennaio 2016

The imitation game



Avevo letto, non ricordo dove, che questo film del 2014 è uno dei più belli usciti di recente. Così ero curiosa. Il film è diretto da Morten Tyldum ed è l'adattamento cinematografico del libro "Alan Turing. Una biografia" scritto da Andrew Hodges nel 1983.
Ammetto la mia totale ignoranza in materia storica. A me il film è piaciuto molto. Cumberbatch esprime benissimo il disagio del personaggio, col suo misto di genio e "diversità".  

« A volte sono le persone che nessuno immagina possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare. » (Alan Turing)

Manchester, primi anni '50. Alan Turing (Benedict Cumberbatch), brillante matematico ed esperto di crittografia, viene interrogato dall'agente di polizia che lo ha arrestato per atti osceni. E con una serie di flashback, Turing comincia a raccontare la sua storia.
Alan Turing è sempre stato un bambino deriso perchè troppo bravo a scuola (e quindi considerato diverso). Diventato adulto, matematico e crittoanalista, decide di mettere il proprio genio a servizio della Gran Bretagna, collaborando all'operazione di decifrazione del codice segreto Enigma, con cui i nazisti si comunicavano le operazioni militari in forma segreta. Questa è una missione ritenuta impossibile dalle autorità britanniche, in quanto i tedeschi cambiano la chiave di codificazione di tutti i messaggi cifrati allo scoccare della mezzanotte di ogni giorno.
Piuttosto schivo e poco affine a socializzare, Turing convince il Comandante Denniston ad assumerlo, ma entra in crisi quando capisce che deve collaborare con altre brillanti menti matematiche (tra cui Hugh Alexander campione nazionale di scacchi). Diventato capo del gruppo Turing decide che è giunto il momento di cambiare metodo: non più agire in difesa tentando ogni giorno di interpretare i codici dell'Asse, ma giocare al contrattacco inventando una macchina che svolga questo compito. Alan decide di selezionare i collaboratori tra coloro che riescono a risolvere un cruciverba da lui inventato entro dieci minuti. Alle selezioni si presenta anche una donna, Joan Clarke (Keira Knightley) che svolge il secondo compito da lui affidato con un tempo minore di quello usato dallo stesso Turing. 
A questo punto egli richiede allo Stato un finanziamento di centomila sterline per costruire la macchina che impedirà ai tedeschi di invadere il resto dell'Europa. Nel frattempo i nemici del matematico pianificano di toglierlo di mezzo investigando sul suo passato e usando qualsiasi cosa come pretesto per eliminarlo ma i suoi collaboratori si schierano con lui, ottenendo un ulteriore mese per completare la macchina che Alan ha chiamato "Christopher" (nome del suo unico amico d'infanzia morto precocemente a causa di una malattia).
I genitori di Joan, però, vogliono che lei si sposi e metta su famiglia. Turing, per evitare di perdere il prezioso membro del suo team, le chiede, senza alcun reale interesse, di sposarla. In realtà lui è omosessuale, ma la stessa Joan sembra non curarsi molto di questo fatto. 
Durante una serata al bar coi collabori, Turing ha una illuminazione: bisogna restringere il campo di parole in cui cercare dei significati a partire dalle più ripetitive: quelle che compaiono sui bollettini meteorologici dei nazisti, i primi messaggi della mattina. Il gruppo di Turing riesce, così, a prevedere un attacco al convoglio Carlisle (su cui è imbarcato anche il fratello di uno dei collaboratori). Ma il problema adesso diventa capire quando intervenire, per non svelare ai tedeschi che hanno trovato il modo di decifrare i loro messaggi e azzerare il lavoro fatto finora (i tedeschi infatti avrebbero cambiato codice…).
Il piano, alla fine, ha successo e finita la guerra l'intera nazione festeggia.
Dopo diversi anni dalla fine del conflitto mondiale, le autorità indagano su Turing, in particolare sulla sua omosessualità, condannandolo per atti osceni (in quanto omosessuale). Piuttosto che finire in prigione, Turing accetta di sottoporsi alla terapia ormonale (castrazione chimica). Joan lo va a trovare e prova a rincuorarlo, nonostante i dolori fisici che gli provoca la terapia.
Nei titoli di coda viene poi rivelato che il 7 giugno 1954, all'età di 41 anni, Alan non ce la fa più e si suicida.
Christopher (la macchina) può essere considerata l'antenato del moderno computer.

martedì 26 maggio 2015

Storia di una ladra di libri



Storia di una ladra di libri è ambientato nella Germania della Seconda Guerra Mondiale. Protagonista è Liesel (Sophie Nélisse), una vivace e coraggiosa ragazzina affidata dalla madre incapace di mantenerla, ad Hans Hubermann (Geoffrey Rush), un uomo buono e gentile, e alla sua irritabile moglie Rosa (Emily Watson). Scossa dalla tragica morte del fratellino, avvenuta solo pochi giorni prima, e intimidita dai “genitori” appena conosciuti, Liesel fatica ad adattarsi sia a casa che a scuola, dove viene derisa dai compagni di classe perché non sa leggere. Con grande determinazione, è tuttavia decisa a cambiare la situazione e trova un valido alleato nel suo papà adottivo che, nel corso di lunghe notti insonni, le insegna a leggere il suo primo libro, Il manuale del becchino, rubato al funerale del fratello. L’amore di Liesel per la lettura e il crescente attaccamento verso la sua nuova famiglia si rafforzano grazie all’amicizia con un ebreo di nome Max (Ben Schnetzer) che i suoi genitori nascondono nello scantinato e che condivide con lei la passione per i libri incoraggiandola ad approfondire le sue capacità di osservazione. (http://www.comingsoon.it)


Pomeriggio di pioggia e così ne ho approfittato per vedere il film, subito dopo aver letto il libro. Come immaginavo, il film rende meglio certe atmosfere e certe descrizioni che nel libro sono abbastanza frammentarie. Di brutto però, c'è che il film taglia veramente tanto. Alcune cose le ho capite perchè avevo letto il libro. Tutte le scene dei furti di mele, prima di arrivare alla casa della moglie del sindaco. Poi gli incubi di Liesel. Anche il fatto che Rosa si guadagna da vivere facendo il bucato non viene spiegato, sembra che lavi la biancheria solo per il sindaco. Poi il richiamo alle armi e il periodo che il padre passa in guerra è molto all'acqua di rose. Il finale, secondo me, è molto frettoloso; nel giro di cinque minuti passiamo dall'ultimo libro salvato sotto le macerie a quando Liesel ha novant'anni.
I personaggi mi sono abbastanza piaciuti. Geoffrey Rush è meraviglioso. Emily Watson in effetti sta bene nel ruolo di Rosa. Rudy dovrebbe avere qualche anno più di Liesel, se non ricordo male, o almeno essere vicino alla sua età, mentre nel film sembra di diversi anni più giovane. Liesel è carina, però sono terribili i boccoli fintissimi che rimangono sempre in piega qualunque cosa faccia.
Una cosa che ho trovato strano, è che la voce narrante della morte è una voce maschile, anche se alla fine dice "sono stregata dagli uomini"... Mah.
Nel complesso il film è carino, non un capolavoro, ma carino. Decisamente da ragazzi, come il libro.

mercoledì 6 maggio 2015

Il castello magico


Tuono, un tenero gattino abbandonato viene accolto da un eccentrico vecchietto con la passione della magia nella sua antica dimora e ben presto entra a far parte della "famiglia" composta da giocattoli animati capitanati da un coniglio sovrappeso e un topolino molto diffidente. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando la casa non viene messa in vendita... (http://www.comingsoon.it/)

Questa sera su Sky passavano questo film di animazione belga (2013). Ovviamente, da gattofila sfegatata me lo sono guardata.
Il film è delizioso. Mi sono subito affezionata al gattino e al vecchietto che lo accoglie nella sua famiglia di bizzarri giocattoli animati che lo aiutano a mettere in scena degli spettacoli di magia per i bambini ammalati dell'ospedale. 
Pieno di buoni sentimenti che vincono la cattiveria. 
Ambientazioni e personaggi sono molto ben curati e ben disegnati. Piuttosto divertenti le scene in cui i probabili acquirenti vengono messi in fuga dalla casa.
Ripeto: delizioso :-)

mercoledì 11 marzo 2015

Big eyes



Ieri al cinema del mio paese davano "Big Eyes", il film di Tim Burton (2014) dove viene raccontata la vera storia dei coniugi Keane, Walter e Margaret, una delle più grandi truffe nel mondo artistico americano. 
Margaret Ulbrich lascia il marito Frank e con la figlioletta Jane se ne va a San Francisco. Erano anni (fine anni '50) in cui le donne non lasciavano i mariti, ma lei lo fa. A San Francisco, per vivere, Margaret fa l'artista di strada, facendo ritratti ai passanti e vendendo i suoi quadri che hanno la caratteristica di ritrarre dei bambini con degli enormi occhi tristi. In uno di questi mercatini conosce Walter Keane, che sostiene di essere un pittore e che in particolare vende quadri dei vicoli di Parigi dove lui dice di aver vissuto e studiato. I due cominciano a frequentarsi e, pur frettolosamente, decidono di sposarsi. 
Walter è un abile venditore, e gira per gallerie d'arte per esporre i suoi quadri e quelli della moglie. Arriva persino a proporre al gestore di un bar di affittargli un pezzo di corridoio per esporre i quadri, arrabbiandosi molto quando scopre che il pezzo di corridoio che gli lascia utilizzare è quello che porta ai bagni. La gente però si incuriosisce e Walter si rende conto che gli apprezzamenti maggiori sono proprio per i quadri della moglie. Dal momento che Margaret firma i suoi quadri solo col cognome, lui decide allora di attribuirsene la paternità, convincendola che i quadri proposti da un uomo vendono meglio. In effetti, Walter è un abile venditore, e i bambinelli di Margaret ottengono un enorme successo negli anni '60/70. Lui poi dà il via anche alla vendita delle riproduzioni (cartoline, poster, bigliettini vari, ecc.).
Senonchè, alla lunga, Margaret è stanca di questa situazione e di vedere che mentre lei sta chiusa in casa a dipingere, Walter ha fama e gloria. Arrivata quasi all'esasperazione, prova a ribellarsi, scatenando le furie di Walter. Ma Margaret decide di scappare alle Hawaii, dove conosce alcuni Testimoni di Geova, e sente dentro di sè un sempre maggior bisogno di smettere di dire bugie. Decide quindi di rivelare il suo segreto ad una radio locale. Walter la cita in giudizio, facendo anche una notevole figura da buffone al processo. Il giudice decide allora che c'è un solo modo per stabilire chi ha dipinto quei quadri: dipingerli. Fa portare in aula tutto il materiale necessario. Margaret comincia il suo dipinto, Walter troverà mille scuse per non farlo, tra cui sostenere di avere un dolore atroce alla spalla. Margaret avrà quindi riconosciuta la paternità (anzi, maternità) dei suoi occhioni.

A me il film è piaciuto. Amy Adams mi piace molto come attrice, anche se biondo platino mi ha lasciato un po' perplessa. Ho letto che la vera Margaret Keane appare in un cameo (sapendolo, era facile riconoscerla). E' nelle prime scene del film, dove mentre Walter e Margaret dipingono, alle loro spalle c'è una vecchia signora seduta su una panchina con un libro.
Ammetto anche che mi piacciono molto quei quadri con gli occhioni enormi (soprattutto quelli in cui ai bambini si aggiungono gli animali). In realtà non so se ne ho mai viste delle riproduzioni, così a memoria forse no (negli anni '60 non ero ancora nemmeno in progetto!!)
La storia ha dei tratti un po' drammatici, Chistoph Waltz è molto bravo a rendere la follia del marito (le scene coi fiammiferi sono da panico… e l'autodifesa in tribunale da delirio…)
Piacevole.